Pnrr, fondi per gestire i rifiuti

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Pnrr, fondi per gestire i rifiuti

Italia Oggi

SONO TRE GLI AVVISI DI INTERESSE A CUI GLI ENTI LOCALI POTRANNO PARTECIPARE ENTRO IL 14 FEBBRAIO

Pnrr, fondi per gestire i rifiuti

di Massimiliano Finali

Realizzare nuovi impianti di gestione dei rifiuti e ammodernare gli impianti esistenti sono gli obiettivi che il Ministero della transizione ecologica si pone con una serie di provvedimenti approvati nel solco del Pnrr. In particolare, gli enti locali sono interessati da uno stanziamento di 1,5 miliardi di euro che andrà a beneficio di investimenti inerenti la gestione dei rifiuti. Sono tre gli avvisi di interesse, approvati in attuazione del decreto ministeriale 28 settembre 2021, a cui gli enti locali potranno partecipare presentando domanda entro il 14 febbraio 2022. Non sono in ogni caso finanziabili proposte che hanno ad oggetto investimenti, correlati anche in maniera indiretta, in discariche, in impianti di trattamento meccanico o inceneritori o combustibili derivati da rifiuti. Non sono, altresì, finanziabili le proposte che prevedono l’acquisto di veicoli per la raccolta dei rifiuti.

Miglioramento della raccolta differenziata

Questo avviso attua la linea d’intervento A del decreto Mite n. 396/2021 recante «miglioramento e meccanizzazione della rete di raccolta differenziata dei rifiuti urbani». La dotazione di questo bando ammonta a 600 milioni di euro e ciascuna proposta potrà ottenere un finanziamento massimo di un milione di euro. Il finanziamento è concesso nella forma del contributo a fondo perduto per la realizzazione di interventi volti al miglioramento e alla meccanizzazione, anche digitale, della rete di raccolta differenziata dei rifiuti urbani, fino al 100% dei costi ammissibili. Le proposte dovranno avere ad oggetto strutture intelligenti per l’ottimizzazione della raccolta attraverso utilizzo di contenitori ad accesso controllato, con apertura che permetta l’identificazione del conferitore, ma anche sistemi di verifica del volume impiegato nel contenitore con sistemi di allarme e attrezzature per la diversificazione delle filiere di raccolta differenziata. Il sostegno riguarda anche la strumentazione hardware e software per applicazioni su vari aspetti gestionali, centri di raccolta per l’ottimizzazione della raccolta differenziata e infrastrutture attrezzate, recintate e sorvegliate a cui gli utenti possano conferire anche rifiuti non compatibili con i normali circuiti di raccolta.

Impianti di trattamento e riciclo dei rifiuti urbani

La linea d’intervento B del dicastero guidato da Roberto Cingolani è dedicata all’ «ammodernamento (anche con ampliamento di impianti esistenti) e realizzazione di nuovi impianti di trattamento/riciclo dei rifiuti urbani provenienti dalla raccolta differenziata». Il bando può contare su risorse per 450 milioni di euro, da tradurre in finanziamenti per un massimo di 40 milioni di euro a proposta, a copertura del 100% delle spese ammissibili. Sono finanziabili progetti per il compostaggio della frazione organica a servizio di strutture ed enti pubblici e privati. Inoltre, è finanziabile la realizzazione di strutture destinate al riutilizzo di beni in disuso e la realizzazione di stazioni di trasferenza e strutture logistiche per ridurre le distanze di trasporto. Rientrano anche gli impianti di trattamento della frazione organica e gli impianti automatizzati e a basso contenuto lavoro manuale per la selezione e valorizzazione degli imballaggi.

Impianti per lo smaltimento di rifiuti specifici

La linea d’intervento C riguarda l’ «ammodernamento (anche con ampliamento di impianti esistenti) e realizzazione di nuovi impianti innovativi di trattamento/riciclaggio per lo smaltimento di materiali assorbenti ad uso personale (PAD), i fanghi di acque reflue, i rifiuti di pelletteria e i rifiuti tessili». Il bando può contare su risorse per 450 milioni di euro, da tradurre in finanziamenti per un massimo di 10 milioni di euro a proposta, a copertura del 100% delle spese ammissibili.

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