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10 giugno 2019

LA UE CI SGRIDA DI NUOVO PER I RIFIUTI IN CAMPANIA (E PAGHIAMO ANCORA)

Il Corriere della sera - di Angelo Lomonaco
Cinque milioni e mezzo di ecoballe accatastate in surreali cittadelle di immondizia sorte nelle province di Napoli e di Caserta tra il 2001 e il 2009. Una maxi multa, inflitta dall'Unione europea all'Italia nel 2015, da 20 milioni più 120 mila euro al giorno fino a quando non sarà risolto il problema. Una soluzione che neppure si immagina, visto che gli pseudo-ecologisti contrari a ogni impianto - alla testa dei quali sono schierati Cinque Stelle, sindaco di Napoli e vescovi vari - l'hanno avuta vinta sul progetto di un termovalorizzatore da realizzare ad hoc. E il piano alternativo lanciato nel 2016 dall'allora premier Renzi e dal tuttora governatore De Luca, in base al quale le ecoballe avrebbero dovuto essere trasportate altrove, non ha prodotto risultati. Né sembra che possa produrne la creativa ipotesi del M5S di aprire a una a una le ecoballe per differenziare il contenuto e poi non si sa cosa farne. È quindi comprensibile la preoccupazione del comitato dei ministri del Consiglio d'Europa che ha appena «sollecitato le autorità italiane ad attuare senza ulteriori ritardi il piano per rimuovere questo tipo di rifiuti». Il ministro dell'Ambiente Sergio Costa nel dicembre scorso aveva annunciato una missione a Bruxelles per chiedere una riduzione della multa. «Diremo al commissario Karmenu Vella che stiamo facendo degli atti concreti», sottolineò Costa. Ma il suo intervento è stato poco convincente. Ora l'Italia ha tempo fino al 16 dicembre 2019 per fornire informazioni dettagliate sul sistema di smaltimento dei rifiuti inclusa la capacità degli impianti e le strategie a lungo termine per assicurarne l'efficienza, nonché i meccanismi di monitoraggio. Il rinvio di oltre sei mesi però non è rassicurante come sembra, perché nel frattempo continueremo a pagare 120 mila euro al giorno, circa 22 milioni. A fine anno supereremo quota 200 milioni (più almeno un'altra decina per il fitto dei terreni). E il conto resterà aperto.