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14 maggio 2019

Piatti, bicchieri e posate di plastica banditi da bagni e spiagge toscane

Ordinanza della Regione con divieti e sanzioni già da quest'estate. Slitta lo stop alle bottiglie, campagna contro le cicche

Il Tirreno - La prima estate senza plastica, la prima volta con le spiagge a misura di Greta Thunberg. Sabbia e ombrelloni plastic free, liberi da uno dei materiali più difficili da smaltire, tanto da essere diventato un mare (di spazzatura) nei nostri mari. Una presenza fissa e spiacevole per i bagnanti, spesso costretti a fare lo slalom fra sacchetti e bottigliette galleggianti ad ogni tuffo. Da quest'anno, addio a stoviglie monouso, polimeri vade retro, i bagni della Toscana stanno per abolirli. O meglio: quasi. L'ordinanza La Regione sta per imporre una stretta ai 900 stabilimenti balneari della costa toscana. Anzi, i 900 bagni stanno per auto-imporsela. Perché è proprio in accordo con i balneari che fra poco consiglio regionale e giunta vareranno un'intesa con cui fissare uno stop alle stoviglie usa e getta, cioè a piatti, bicchieri, posate e cannucce di plastica. «L'idea è di firmare un'ordinanza regionale con divieti e sanzioni - spiega Stefano Gazzoli, presidente toscano dei balneari di Confesercenti - ma anche un accordo che impegni gli stabilimenti a dare il via a buone pratiche e specifichi che siamo solo all'inizio di un percorso che segna un cambio di rotta culturale». Un piano a cui lavorano da settimane proprio i rappresentanti di categoria, Anci e la squadra di Vittorio Bugli. «Contiamo di varare tutto prima dell'inizio della stagione», dice l'assessore al bilancio, anche responsabile dei rapporti con gli enti locali e le associazioni. Divieti e sanzioni I bagni saranno obbligati a smaltire le scorte di stoviglie monouso già acquistate, dopodiché non potranno più distribuire portate e bibite con piatti, bicchieri, posate e cannucce di plastica nei loro bar e ristoranti, sotto tende e ombrelloni. In alternativa, potranno usare stoviglie biodegradabili o compostabili. In commercio esistono da tempo, ad esempio in mais. Chi sgarra rischierà una multa, ma le somme sono ancora da definire. Moratoria sull'acquaMa per il 2019 l'ordinanza resterà monca. Balneari e Regione avrebbero voluto vietare anche l'uso e la vendita di bottigliette d'acqua. «Ma per ora c'è una sola azienda in Italia a produrle in materiale ecologico, per questo stiamo tentando di organizzare un incontro i maggiori produttori», dice Bugli. Se fosse scattato un divieto, la Regione avrebbe corso il rischio di creare un monopolio, peraltro tagliando fuori imprese locali. «Ci vediamo con le aziende venerdì, confidiamo che entro il 2020 vogliano adeguarsi - dice Stefania Frandi, presidente dei balneari di Confcommercio - magari cominciando a fornire grandi contenitori che ci consentano di far utilizzare ai clienti borracce lavabili».LA DIRETTIVA UEUna cosa è certa: i privati dell'oro blu saranno costretti a un cambio di passo. C'è già chi li sta tagliando fuori. I bagni della Marina di Levante a Viareggio si doteranno di macchine per la «carbonizzazione» dell'acqua simili a quelle usate dai gestori idrici per far sgorgare acqua frizzante dai fontanelli collegati all'acquedotto. Non solo. Proprio a fine marzo il parlamento Ue ha varato una direttiva storica: dal 2021 le stoviglie in plastica saranno fuori legge, non più commerciabili. Obiettivo: abbattere un danno ambientale impressionante, dato che l'80% dei rifiuti marini è di plastica. Ma la rivoluzione verde stenta a decollare.(S)fuma lo stop al fumo All'inizio dei negoziati, i balneari avevano chiesto alla Regione di fissare anche un divieto di fumo in spiaggia. Troppo complicato. Le aree demaniali sono di competenze dei Comuni. La legge nazionale fissa solo un divieto di abbandono dei mozziconi difficile da far rispettare. «Noi ci impegneremo a creare campagne di sensibilizzazione, a mettere cartelli e deterrenti - dice Gazzoli - Ma alla Regione chiediamo di organizzare concorsi che premino i virtuosi. Cicche e plastica per mare e spiagge sono bombe ecologiche, non possono più essere considerati come un posacenere o una pattumiera».