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14 marzo 2019

«Carburante dai rifiuti con il biodigestore» Toscana, il piano di Alia per produrre biometano per autotrazione. Impianto da 25 milioni

La Nazione - ALESSIA SCAPPINI, 45 anni, nuovo amministratore delegato di Alia Spa, traccia le prossime mosse della società.
Scappini, l'ipotesi termovalorizzatore sembra tramontata. Occorrerà trovare nuove soluzioni...
«Per il termovalorizzatore spetta ai soggetti competenti la decisione in merito a eventuali costi o penali. L'impianto fa parte del piano regionale sui rifiuti. Se non si fa più occorrerà un nuovo piano che indichi soluzioni diverse. Ciò che è importante è che, al di là delle ricadute della non realizzazione, si completi il ciclo di gestione dei rifiuti, valorizzando il più possibile anche quegli scarti che non possono essere recuperati».
Alia come si muoverà.
«Siamo impegnati nella costruzione, per ciascun materiale, di filiere industriali del riciclo solide, ma anche sulle possibilità di produzione di energie rinnovabili e pulite, a partire dai rifiuti che produciamo. Questa è la direzione che ci permette di valorizzare al massimo la raccolta differenziata e realizzare concretamente quell'economia circolare che rappresenta il paradigma economico per questo settore».
Per un vero riciclo dei rifiuti resta però molto da fare...
«L'industria del riciclaggio in Toscana, come nel resto d'Italia, ha bisogno di crescere. Ma non si può pensare di aumentare la raccolta differenziata (nei comuni serviti da Alia è in media al 60%) e dall'altra parte non creare una vera filiera del riciclaggio, arrivando ad avere pochi scarti da gestire».
Su questo fronte ci sono già casi concreti realizzati?
«L'esempio del vetro è per noi il modello di riferimento. Abbiamo stretto un accordo industriale con il principale gruppo nazionale del settore, il gruppo Zignago, che ha a Empoli uno dei suoi stabilimenti, dando vita ad una nuova società, la Vetro Revet. Così abbiamo chiuso in filiera corta il riciclo di tutto il vetro raccolto in Toscana. Questo è il modello che cerchiamo di replicare per gli altri materiali, stringendo accordi industriali per il riciclo».
Quali gli altri settori in cui replicherete il modello di riciclo del vetro.
«Ci stiamo muovendo così per la ‘filiera della carta', per la ‘filiera del granulo' per il riciclaggio degli scarti di plastiche miste, per la ‘filiera del recupero ingombranti', per i materiali contenuti nelle apparecchiature elettriche ed elettroniche, per la ‘filiera del biometano' dai rifiuti organici. I rifiuti anche in questo senso hanno potenzialità enormi, permettendoci di produrre energie rinnovabili a partire dai nostri scarti».
Energia dai rifiuti, un esempio concreto.
«E' in dirittura d'arrivo l'autorizzazione per la trasformazione dell'impianto di compostaggio di Casa Sartori a Montespertoli, in un moderno biodigestore anaerobico: in buona sostanza, dai rifiuti organici, oltre al compost, sarà possibile produrre biometano per autotrazione, biocarburante pulito e rinnovabile, utilizzabile subito per alimentare auto e mezzi senza bisogno di altri trattamenti. Il biodigestore costerà 25 milioni di euro, potrà trattare fino a 165 mila tonnellate all'anno di rifiuti organici, producendo 25 mila tonnellate di compost e 11 milioni di metri cubi di biometano, che hanno un potenziale energetico di 100 milioni di kwh anno. Intervento analogo sarà realizzato a Peccioli, insieme alla Società Belvedere Spa, portando la produzione complessiva di biometano prodotto dai due impianti a circa 20 milioni di metri cubi all'anno, realizzando l'autosufficienza nei comuni serviti da Alia e di altri territori toscani per il recupero della frazione organica. I processi avverranno al chiuso, senza produrre emissioni in atmosfera».
Se il ciclo virtuoso che lei descrive venisse messo in atto alla perfezione quanti scarti resterebbero?
«Se siamo bravi si arriva al 15-20% di scarti e indifferenziato che non si riesce a recuperare. Ora siamo intorno al 40%».
La mancata realizzazione del termo porterà un aggravio dei costi in bolletta?
«Per le bollette il percorso è in salita se non si fanno gli impianti... In certe aree, la completa riorganizzazione dei servizi può determinare un incremento di spesa, per la copertura degli investimenti in termini di personale, strumenti di raccolta e nuovi automezzi. Ciò nonostante, il costo della Tari nel bacino di Alia si colloca tra i più competitivi a livello toscano e nazionale».
Le prossime novità del servizio.
«L'obiettivo di fondo è incrementare la qualità di materiali avviati a riciclaggio. Nel 2018 il piano delle trasformazioni (porta a porta, interrati, calotte, etc) ha coinvolto circa 114 mila utenze (oltre 280 mila abitanti). Oltre 200 mila utenze (oltre 500 mila abitanti) saranno coinvolte quest'anno; circa 67 mila utenze (circa 170 mila abitanti) nel 2020. Poi c'è un altro obiettivo...».
Prego.
«Individuare sistemi che consentano la tracciatura dei conferimenti di ogni singola utenza. Ciò porta gli utenti a una maggiore responsabilizzazione. È un elemento centrale per avere raccolte grandi in qualità e quantità».