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4 dicembre 2018

L'inceneritore riaccende i forni e assume 21 nuovi lavoratori

La selezione in vista della riapertura dell'impianto dopo il via libera della Regione

Tuona il comitato del no: «Contenti per l'occupazione, ma non rispetta la salute»

Il Tirreno - La ripresa dell'attività del termovalorizzatore e impianto di trattamento rifiuti di Scarlino è stata autorizzata da una delibera della Giunta regionale durante il mese di agosto e così, oggi, Scarlino Energia, in vista del prossimo riavvio degli impianti, ha indetto una selezione per la copertura di ventuno posti di lavoro vacanti. L'annuncio è stato pubblicato sulla pagina Facebook della società. Per presentare la propria candidatura (il termine è stabilito al 15 gennaio) è necessario inserire il proprio curriculum vitae nel form del sito www.scarlinoenergia.it nell'area "lavora con noi". Sul sito di Scarlino Energia sono elencati tutti i requisiti necessari per poter accedere alle varie posizioni. Le figure richieste sono tante e varie: si passa dal posto per la segreteria di direzione a quello per i tecnici laboratorio, passando per gli addetti alla logistica e alla contabilità dei rifiuti, al magazzino e alla manutenzione meccanica, fino al coordinatore della manutenzione elettrostrumentale, ai capi turno, ai quadristi e agli operai. In tutto ventuno posti. A fine settembre il consiglio regionale aveva approvato una delle quattro mozioni presentate dai consiglieri riguardanti l'impianto di combustione della Piana e adesso la giunta dovrà riferire, sulla base di una rivalutazione dei dati, se ritiene opportuno o meno rivedere il proprio orientamento. Inoltre sulla vicenda pendono anche un ricorso al Tar e un ricorso al Consiglio di Stato. Intanto però la società sta predisponendo tutto il necessario al fine di ripartire a pieno regime con l'impianto di combustione. Attualmente i dipendenti impiegati nell'impianto sono circa quaranta. Essi fino ad aprile hanno usufruito del contratto di solidarietà e in seguito hanno poi visto ridotto l'orario di lavoro. In molti hanno adesso un contratto part time.Da aprile la forza lavoro è quindi a regime: molti dei dipendenti sono dislocati in altre società del gruppo, mentre altri lavorano negli uffici e in tutte quelle attività di supporto e di mantenimento dell'impianto. Nell'eventualità della ripartenza serve però un aumento importante della forza lavoro e così sono state aperte le candidature. Una notizia arrivata come una scossa al comitato per il no all'inceneritore: «Lungi da noi non vedere positivamente l'offerta di posti di lavoro per un'iniziativa sostenibile e che non crea un danno all'ambiente e alla salute dei cittadini - dice il presidente Mario Monciatti - questo però, purtroppo, non è il caso di Scarlino dove l'inceneritore, a nostro parere, non è né sostenibile né rispettoso dell'ambiente e della salute dei cittadini. Altrimenti gioiremmo per qualsiasi proposta».