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7 settembre 2018

Il Rapporto Coop 2018. Pił attenzione all'ambiente, rallenta il mondo del salutismo Nel carrello cibo pronto ed etnico Italiani leader nella spesa alimentare, ma calano i consumi

Italia Oggi - Cibi pronti, etnici e premium si trovano sempre più spesso nel carrello della spesa degli italiani, cui si affianca però anche un ritorno dei prodotti più basici. Tra i trend c'è anche l'attenzione all'ambiente e quindi la predilezione per le proposte ecologiche e responsabili, mentre rallenta il mondo del salutismo. Il tutto in uno scenario che nella Penisola rimane caratterizzato da una ripresa debole e da un calo dei consumi.
Il Rapporto Coop 2018, redatto dall'Ufficio Studi di Coop (con la collaborazione di Ref Ricerche, Nielsen, Iri Information Resources, Gfk, Demos, Nomisma, Pwc, Ufficio Studi Mediobanca), delinea infatti un contesto in cui «la ripresa è sempre più lenta e non ha interrotto l'aumento dei divari sociali», osserva Albino Russo, direttore Ancc-Coop. «In Italia la crescita dei consumi negli ultimi due decenni è la più bassa in Europa. Negli ultimi dieci anni, inoltre, i consumi sono cambiati: sono aumentati quelli delle comunicazioni, del tempo libero, le spese obbligate come quelle connesse alla sanità e alla casa, mentre sono in diminuzione i trasporti, l'arredamento e gli alimentari».
C'è da dire che gli italiani rimangono leader nei consumi del settore alimentare: su questo fronte sono primi in Europa e nel mondo (con una quota del 19% di spesa destinata a cibo e bevande), e sono stati anche precursori nell'adozione di una dieta bilanciata e salutare, privilegiando ancora oggi gli acquisti di frutta e verdura, pane e cereali e rinunciando sempre più a zuccheri e grassi. Ciò nonostante dopo un 2017 molto positivo il primo semestre dell'anno presenta una crescita debole (+0,6% a valore), con un netto spostamento a favore dei freschi e dei prodotti confezionati.
Nel carrello della spesa alimentare crescono in modo forte rispetto primo semestre soprattutto i prodotti premium (+9,3%), l'etnico (+12,4%) e il cibo pronto, che con un +6% costituisce un fenomeno importante, insieme all'ordinazione dei pasti online visto che solo nei primi tre mesi del 2018 sono 3,5 milioni le persone (+80% rispetto al 2017) che hanno scelto questa formula. C'è da osservare però che dopo anni riprendono a crescere anche i prodotti più basici (+2,1%), mentre comincia a rallentare il trend del salutismo. Rimane ancora forte invece la tradizione e il senso di appartenenza che continua a indirizzare i consumatori verso prodotti italiani (+3%), privilegiando i piccoli brand (+4,3%) alla grande marca.
Gli italiani comunque adottano comportamenti diversi a seconda delle disponibilità economiche ma anche del luogo in cui vivono, dell'età e dell'occupazione, del livello di istruzione e del loro stesso approccio alla vita. «Abbiamo individuato un gruppo più piccolo, il 17%, che abbiamo chiamato gli esploratori, che sperimentano nuovi stili di vita e che rappresentano la parte del paese che ha più risorse economiche e culturali», continua Russo. «All'opposto ci sono i nostalgici, pari al 26% del campione, che hanno una condizione economica più incerta, sono insoddisfatti del lavoro e guardano indietro al passato, chiedendo più stabilità e sicurezza. In mezzo c'è il resto del paese che oscilla tra questi due poli».
Un'altra tendenza interessante riguarda poi l'ecologia: 9 italiani su 10 ritengono che vivere in un ambiente salubre è una condizione fondamentale per una qualità di vita elevata; non per nulla i prodotti ecologici e responsabili hanno totalizzato 2 miliardi di euro di vendite nel primo semestre 2018 (contro i 3,6 miliardi di euro di tutto il 2017).
Considerando poi la grande distribuzione, a risultare vincenti sono discount e i retailer focalizzati sui territori. «Se guardiamo al mercato della grande distribuzione in Italia è evidente che è uno dei più complessi d'Europa, non solo perché cresce di meno ed è il più affollato, ma anche perché è sottoposto a oscillazioni anche repentine dei comportamenti dei consumatori», sottolinea Marco Pedroni, presidente di Coop Italia. «La nostra sfida è quella di offrire un cibo buono e sicuro per tutti, accessibile anche alle fasce più deboli. Le sfide sull'etica o sulla trasparenza dei prodotti sono per noi temi affrontati: si pensi alla filiera agricola di Buoni&Giusti Coop contro il lavoro nero in agricoltura, al superamento dell'uso degli antibiotici negli allevamenti degli animali, al progetto per la riduzione di tutte le plastiche nei prodotti Coop. Lavoriamo quotidianamente su questi ambiti facendo sì che i nostri prodotti a marchio raggiungano a quantità oltre un terzo delle nostre vendite entro fine anno. Inoltre puntiamo a chiudere il 2018 con vendite complessive in linea con quelle del 2017, dopo un primo trimestre in cui avevamo registrato un rallentamento