CSS

Il termine CSS sostituisce il termine CDR (Combustibile Derivato dai Rifiuti, noto anche come RDF, Refuse Derived Fuel). Esso è stato introdotto dal Dlgs. 205/2010 che modifica la parte IV del Dlgs.152/2006.

Alla lettera cc) dell’art.183 si trova, infatti, la nuova definizione di "combustibile solido secondario (Css)": il combustibile solido prodotto da rifiuti che rispetta le caratteristiche di classificazione e di specificazione individuate delle norme tecniche UNI CeN/TS 15359 e successive modifiche ed integrazioni. Il combustibile solido secondario, è classificato come rifiuto speciale.

Allineandosi all'attuale legislazione italiana, e quindi recependo i cambiamenti introdotti nell'art. 183 del D.lgs. 152/2006 dal correttivo D.lgs. 205/2010, a partire dall'entrata in vigore dell'atto di rinnovo dell'AIA dell'impianto FUTURA SpA, il materiale precedentemente classificato come CDR viene invece classificato come Combustibile Solido Secondario (CSS) prodotto da rifiuti non pericolosi. La norma tecnica di derivazione europea che definisce le caratteristiche di classificazione e specificazione dei CSS è la UNI EN 15359:2011.

Le frazioni comunemente utilizzate per produrre combustibile da rifiuti sono i RUI determinati con Codice CER 200301

Classificazione
La classificazione dei CSS si basa sulla valutazione di tre proprietà del combustibile, di cui una legata al potere calorifico e due alla concentrazione di specifici inquinanti. Per ciascuno dei parametri è prevista la separata attribuzione di un punteggio (da 1 a 5) sulla base di valori soglia indicati nella Norma, per individuarne le diverse Classi.
Di seguito è riportata la tabella, estratta dalla UNI EN 15359, che indica i parametri ed i valori soglia utilizzati per la classificazione dei CSS.

Caratteristica

Misura statistica

Unità di misura

Valori limite per classe

 

 

 

1

2

3

4

5

PCI

Media

MJ/kg t.q.

≥ 25

≥ 20

≥ 15

≥ 10

≥ 3

Cl

Media

% s.s.

≤ 0,2

≤ 0,6

≤ 1,0

≤ 1,5

≤ 3

Hg

Mediana

mg/MJ t.q.

≤ 0,02

≤ 0,03

≤ 0,08

≤ 0,15

≤ 0,50

80° percentile

mg/MJ t.q.

≤ 0,04

≤ 0,06

≤ 0,16

≤ 0,30

≤ 1,0

Nella pratica ogni CSS è classificato tramite un codice di prodotto, costituito da una terna di numeri corrispondenti alle classi in cui cadono:
- La media del valore del PCI di almeno 10 misurazioni, espresso come MJ/kg t.q.;
- La media del valore del contenuto di cloro di almeno 10 misurazioni, espresso come % s.s.;
- Il più alto tra la mediana e l'80° percentile del valore del contenuto di mercurio di almeno 10 misurazioni, espresso come mg/MJ t.q.

Ognuna delle suddette 10 misurazioni corrisponde ad un lotto di produzione, così come definito nel seguito della procedura. Pertanto ogni classificazione si basa sull'elaborazione statistica dei valori misurati in gruppi di 10 lotti consecutivi.
Ai fini della classificazione, il materiale viene caratterizzato su base annuale. Se i lotti prodotti in un anno sono superiori a 10, ogni gruppo di 10 lotti viene utilizzato per ottenere una classificazione separata. Su base annuale, la classificazione finale del CSS prodotto in impianto corrisponde alla peggiore delle classificazioni effettuate nel corso quell'anno.

Il processo di ottenimento del CCS prevede varie fasi, distinte a seconda della qualità del combustibile da ottenere e del materiale di partenza. Le principali operazioni sono:

  1. triturazione e riduzione dimensionale del materiale;
  2. deferrizzazione, attraverso separatori elettromagnetici;
  3. eventuale deumidificazione e stabilizzazione della frazione organica;
  4. asportazione di metalli non ferrosi;
  5. asportazione di materiali inerti (vetro, ceramiche, sassi, sabbia, inerti...);
  6. eventuale triturazione ulteriore per adattare la pezzatura in funzione della tecnologia di termoutilizzazione;
  7. eventuali essiccamento, addensamento o pellettizzazione, in base alla modalità di alimentazione degli impianti
  8. classificazione realizzata secondo UNI EN 15359

La produzione di CCS permette da una parte l'eliminazione delle sostanze pericolose, dall'altra l'ottenimento di un combustibile con buon potere calorifico. Il CSS prodotto dall'impianto Futura S.p.A., verrà conferito in conformità all'utilizzazione finale tenendo conto dei requisisti e/o limiti di accettazione della classe di CSS e dei parametri di specificazione previsti dagli impianti di destinazione in cui verrà impiegato come combustibile solido secondario.

Un esempio di impianto utilizzatore del CSS prodotto dall'impianto FUTURA SpA, è rappresentato da un termovalorizzatore che ha codificato procedure e criteri di accettazione dei rifiuti in ingresso.

L'impianto Futura S.p.A. produce a regime un CSS conforme ai requisiti di classificazione e specificazione previsti dalla norma e di qualità non inferiore a quella prevista in ingresso dall'impianto utilizzatore.
Al CSS prodotto nell'impianto FUTURA S.p.A. verrà attribuito il codice CER 191210.
Ai fini della continua tracciabilità dei flussi, ogni singola balla di CSS all'atto della sua produzione viene contrassegnata con un codice riportante il lotto di appartenenza. In questo modo in tutte le fasi di processo, dalla produzione allo stoccaggio sotto tettoia all'avvio presso l'impianto utilizzatore, ogni lotto può essere facilmente identificato ed isolato all'occorrenza.