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12 maggio 2018

Filiera bio con tracciabilità rafforzata e a norma Ue

Italia Oggi - Rafforzata la tracciabilità della filiera bio. In caso di colture seminative ed orticole, sia in pieno campo che in ambiente protetto, la medesima specie potrà essere coltivata sulla stessa superficie, solo dopo l'avvicendarsi di almeno due cicli di colture principali di specie differenti, uno dei quali destinato a leguminosa.
Con uno schema di decreto del ministero delle politiche agricole, viene data attuazione ai regolamenti europei n. 834/2007 e n. 889/2008, relativi alle produzioni e alle etichettature dei prodotti biologici.
Il provvedimento, che ha ottenuto il via libera della Conferenza unificata lo scorso 19 aprile, sostituisce il decreto ministeriale n. 18354 del 27 novembre 2009.
In particolare, le nuove norme riguardano la produzione vegetale, animale, i prodotti trasformati, le norme di conversione, di produzione eccezionale, l'etichettatura e il controllo. La fertilità del suolo e la prevenzione delle malattie è mantenuta, mediante il succedersi nel tempo della coltivazione di specie vegetali differenti sullo stesso appezzamento.
Possono essere utilizzati in agricoltura biologica, se accompagnati da apposita dichiarazione, rilasciata dal fornitore, attestante che la produzione degli stessi non sia avvenuta in allevamenti industriali, i seguenti prodotti: letame, letame essiccato e pollina, effluenti di allevamento compostati (compresi pollina e stallatico compostato, effluenti liquidi di allevamento digestati da biogas contenenti sottoprodotti di origine animale o digestati con materiale di origine vegetale o animale). L'operatore, per dimostrare la mancata disponibilità degli animali biologici, mette a disposizione delle autorità competenti e del proprio organismo di controllo la documentazione comprovante l'indisponibilità sul mercato di animali biologici.
Tale documentazione è costituita da un minimo di due richieste di acquisto ad altrettanti fornitori di animali biologici e dalle relative risposte negative.
L'assenza di risposta, entro il termine di 5 giorni dalla data di ricevimento della richiesta, equivale a risposta negativa.