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10 gennaio 2018

‘Termo’ cancellato? «Che sbaglio» Trenta milioni di penali da pagare Firenze, il presidente di Q-Thermo ribatte alle scelte del governatore Rossi

La Nazione -FIRENZE NO AL TERMOVALORIZZATORE e sì al biodigestore. Cambia tutto nel nuovo piano regionale sui rifiuti che sarà presentato probabilmente entro giugno. Questa la svolta del governatore toscano Enrico Rossi, ma Giorgio Moretti, presidente di Q-Thermo, la società che dovrà gestire il termovalorizzatore di Case Passerini, non è d'accordo. Premesso che «è la politica che decide e noi siamo solo gli esecutori dei piani regionali dei rifiuti», Moretti smonta punto per punto la proposta di Rossi. Primo. «Nella gara - spiega il presidente di Q-Thermo - si prevede già che tra gli impianti da fare ci sia il biodigestore. E' uno strumento utile, che in questo momento è importante, ma non può sostituire integralmente dal punto di vista tecnico il termovalorizzatore, che invece permette di chiudere il ciclo dei rifiuti, smaltendo gli scarti indifferenziati». Un termovalorizzatore che - e arriviamo al secondo punto - «è ancora previsto nel piano dei rifiuti regionale ed è anche previsto nel piano nazionale delle infrastrutture come impianto strategico. Non ci possiamo quindi alzare una mattina e dire no al termovalorizzatore diventando invece appassionati di biodigestori». TERZA CRITICITÀ della svolta rossiana sono i costi straordinari e le eventuali penali per questo cambio di rotta che «qualcuno dovrà pagare». «La politica può cambiare idea sul termovalorizzatore. Può cambiarla - sottolinea Moretti - anche se a febbraio, mese entro il quale ci auguriamo arrivi la sentenza, il Consiglio di Stato ci potrebbe dare ragione. Però noi abbiamo sostenuto dei costi e ci potranno essere anche eventuali penali da pagare o delle prescrizioni». Sulla cifra Moretti non si sbilancia, anche se un mese fa, in alcune dichiarazioni rilasciate alla stampa, ha stimato dai 20 ai 30 milioni da pagare. «Stiamo lavorando per minimizzare questi costi, ma se ci saranno - sottolinea - qualcuno dovrà pagarli e, come finisce sempre in questi casi, che li paghi la Regione o l'Ato o chi altro, in pratica li pagherà il cittadino». Alternative, secondo Moretti, non ce ne sono. «O si continuano a mettere i rifiuti in discarica, e l'Europa lo vieta, o si fa il termovalorizzatore, che consente di chiudere il ciclo di rifiuti». «Perché - conclude Moretti - possiamo differenziare, recuperare, biodigerire, produrre compost, riciclare, ma anche se ci spingessimo ad un ipotetico 80% di raccolta differenziata e di riciclo, su questo territorio avremmo sempre 200mila tonnellate di scarti che possono finire solo o nelle discariche o nel termovalorizzatore». Intanto sono diciotto anni che si è aperto il dibattito sull'inceneritore di Case Passerini e dal 2009 è iniziato il percorso per la sua realizzazione con la gara indetta da Quadrifoglio, su incarico dell'Ato 6, oggi Ato Toscana Centro, per individuare il partner tecnologico per progettare, realizzare e gestire l'impianto.