aumenta il testo riduci il testo Bookmark and Share
  • Home
  • » News
  • » La rivoluzione del riciclo Via libera al ‘biodigestore’ Rossi: più raccolta differenziata e nuovo impianto
9 gennaio 2018

La rivoluzione del riciclo Via libera al ‘biodigestore’ Rossi: più raccolta differenziata e nuovo impianto

La Nazione - LA TOSCANA sul fronte dei rifiuti non deve certo affrontare gli stessi problemi della sindaca Raggi a Roma, ma anche qui, alla fine, qualche problema da risolvere c'è. Lo dimostrano alcuni casi giudiziari legati allo scandalo rifiuti che hanno attraversato il territorio da nord a sud, in qualche modo lo ha certificato il primo rapporto sui fenomeni di criminalità organizzata 2016 realizzato dalla Normale di Pisa e infine lo testimoniano le spaccature politiche sul più grande e moderno termovalorizzatore che, da una ventina d'anni a questa parte, dovrebbe essere realizzato nella piana fiorentina, a Case Passerini. Vent'anni di discussioni, intoppi burocratici, valutazioni sanitarie non sono bastati. Ora l'attesa è per la sentenza del Consiglio di Stato al quale il comitato di mamme no inceneritore si è rivolto. LA SORVEGLIANZA della magistratura sul tema dell'ambiente è particolarmente attiva in Toscana e le numerose inchieste lo dimostrano, tant'è che l'indagine della Normale di Pisa posiziona la regione fra le prime in Italia per fenomeni di criminalità ambientale legate anche alle caratteristiche produttive del territorio (gli scarti del tessile e del confezionamento per esempio, i rifiuti speciali dagli scavi delle grandi opere). Che sia un fronte a rischio lo sa bene il governatore Enrico Rossi che ha più volte denunciato il ‘rischio' delle infiltrazioni mafiose e camorristiche anche in Toscana. Ciò nonostante la politica, anche in Toscana, continua a litigare sui rifiuti. L'ultimo scontro prima di Natale fra il sindaco Nardella e lo stesso Rossi. Se il sindaco di Firenze, piddino, continua a insistere per il rispetto degli accordi di programma sul termovalorizzatore, chi, dopo il passaggio a sinistra con Mdp, parla di «decisa svolta ambientalista» è proprio il governatore toscano. «La Regione - ha annunciato - presenterà un piano ampio e articolato» pare entro il mese di giugno. «La Toscana - sostiene Rossi - ha un livello di raccolta differenziata del 46% medio, molto più basso sulla costa, cioè di almeno venti punti inferiore a quella del Veneto. Se la porteremo allo stesso livello, valorizzando le materie prime secondarie, le migliaia di tonnellate di rifiuti urbani che solo tra almeno 5 anni comincerebbero ad essere smaltite nell'impianto di Case Passerini potrebbero essere recuperate e destinate al riuso e al riciclo in tempi e con costi inferiori». Tutto questo considerando anche che la stessa Unione Europea sta ormai abbandonando la politica dei termovalorizzatori che per decenni ha caratterizzato i Paesi nordici. I sindaci hanno già fatto sapere che la raccolta differenziata ha costi alti e la Regione pare intenzionata a distribuire nuovi finanziamenti. DOVE dirige allora la nuova politica toscana per lo smaltimento dei rifiuti? Rossi sta valutando l'idea del digestore anaerobico per il trattamento dei rifiuti umidi. Quelli che hanno volume e odore più difficili da trattare. I nuovi ‘digestori' (più impianti medi sul territorio) consentirebbero la produzione di un fertilizzante di origine biologica e, infine, la possibilità di ottenere biometano puro da utilizzare come carburante per gli stessi mezzi di raccolta. Nel frattempo la giunta Rossi ha stoppato l'arrivo di rifiuti da altre regioni nelle proprie discariche ed ha avviato uno studio approfondito per verificarne le capacità residue. Peccato che il 2020 sia così vicino.